ORATORIO SAN GIOVANNI ELEMOSINIERE - CASARANO

 PROGETTO EDUCATIVO 2015-2016

ORATORIO SAN GIOVANNI ELEMOSINIERE

"Comunicare per capirsi, capirsi per comunicare"

 

INTRODUZIONE

Purtroppo spesso, troppo spesso si parla di giovani. Nonostante si sprechino montagne di parole, il disinteresse spesso prevale e rimane!

Così i giovani sono voluti da tutti, eppure vivono con una sensazione di solitudine, abbandonati e poco ascoltati nelle loro esigenze più profonde. Li si vuole pronti a ragionare, attivi, disposti a camminare insieme con noi, mentre essi attingono spesso la loro educazione da incontri occasionali o da amicizie coltivate in mezzo alla strada.

Avvertiamo ormai l’urgenza di decisioni non epidermiche, ma profonde; non occasionali, ma definitive: è in gioco il loro e il nostro destino. Occorre consigliarsi, occorre pesare i pro e i contro, ma soprattutto occorre partire, da subito! Aspettare è già tradire; indugiare è già lasciar morire; calcolare troppo è non impegnarsi; rimandare è sciupare inesorabilmente. Di vitale importanza, in tale contesto, una saggia pastorale giovanile, da non intendersi come nobile avventura di un eroico quanto isolato educatore, bensì come l’insieme della azioni e misure, sicuramente eroiche, volte a unificare e convogliare verso un unico obiettivo comunitario la dedizione di tutti gli operatori pastorali.

Occorre allora progettare, studiare, sperimentare: trovare insomma il metodo più adeguato alle nostre esigenze. Chi fa pastorale parrocchiale deve avere in mente tutti, proprio tutti, specialmente quelli che non vengono più; occorre inseguire chi si allontana, occorre sorridere a chi fa il volto duro, dare il saluto a chi ce lo ha tolto; occorre ricercare il volto di chi ci ha girato le spalle, occorre tendere tutta la mano e il braccio per incontrare il pugno chiuso e la mano rattrappita del giovane.

Con questi sentimenti pensiamo al nostro Progetto Educativo: è la proposta che l’oratorio “San Giovanni Elemosiniere” rivolge a tutte le fasce d’età per iniziare un cammino più proficuo, soprattutto per i ragazzi stessi, e aiutare la crescita umana e cristiana delle nuove generazioni dando ancora più senso alla nostra vita per loro. Perché è questo che ci sta veramente a cuore.

PREMESSA

In ambito pedagogico, il termine "progetto" vuole indicare un insieme di obiettivi e mete capaci di suscitare un cammino di maturità umana (nel nostro caso anche cristiana!). E' la promessa di un cammino, di una realtà che deve darsi ancora. Con l'aggettivo "educativo" si vuole esplicitare 'ientamento del progetto stesso: un progetto capace di rispondere a precise finalità, favorendo con proposte concrete, ben strutturate e progressive, un cammino verso la maturità della persona. Perché pensare proprio ad un Progetto educativo per il nostro oratorio? Perché profondere tante energie per idearlo e stenderlo? Dopo che anche in passato si è tentato di stenderne uno, ritorniamo oggi a sentire con più forza la stessa esigenza: ci accorgiamo, guardandoci attorno, che ormai da tempo non è più proponibile un lavoro educativo, legato a spazi e persone, che non abbia alle spalle una solida struttura di pensiero capace di camminare coi tempi e che lasci meno margine possibile al pressappochismo educativo che poteva forse funzionare in altre epoche.

Il nostro oratorio, anche se in forma frammentaria (legata soprattutto alla riflessione interna all’equipe educativa), si è sempre preoccupato di motivare il proprio lavoro e la propria presenza, ma spesso queste riflessioni sono cresciute senza gli strumenti necessari ad un lavoro organico e sistematico e, ancora di più, senza che tutte queste riflessioni fossero convogliate in un unico pensiero e stile educativo condiviso che, pur non eliminando i carismi e le specificità dei singoli, li riunisse dentro alla grande unica identità educativa dell’oratorio stesso. Da qui la necessità, ormai improrogabile, di far conoscere con sufficiente chiarezza chi siamo e in che modo ci muoviamo a tutti coloro che, dall’interno o dall’esterno, ci chiedono di rendere ragione della nostra presenza e del nostro stile.

Avere un progetto il più possibile chiaro consente e garantisce maggiore continuità rispetto ai cambiamenti e alle diversità delle persone che si avvicendano nei più svariati ruoli educativi interni all’oratorio, portando con sé inevitabilmente un modo proprio di stare e vivere con gli altri.

Non si tratta di omologare le presenze in oratorio, ma di porre accorgimenti di stile e di motivazione e di indicare obiettivi e finalità di fondo che, pur nelle diverse specificità, non cambino con il cambio dei responsabili dei gruppi, degli animatori e dello stesso curato.

PRINCIPI ISPIRATORI E PRIORITA’ EDUCATIVE

«L’Oratorio è lo strumento educativo della parrocchia, il luogo della missione della parrocchia per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani». (C.M. Martini)

L’oratorio non si identifica pertanto con un luogo fisico, (sebbene abbia una sua sede), né con un’élite di persone, ma fa sua la scelta di educare, divenendo così espressione della pastorale pedagogica della parrocchia: è la comunità cristiana che si scopre responsabile della comunità che cresce. Mediante la sua azione educativa, tende alla formazione globale della persona, all’interazione tra fede e vita per condurre i giovani a diventare uomini e donne secondo lo Spirito di Gesù. In oratorio, dunque, viene ricondotta ad unità la missione della Chiesa di offrire al mondo giovanile uno spazio in cui sperimentare la vita fraterna. Le proposte dell’oratorio, infatti, hanno a cuore la libertà e il corpo, le emozioni e la ragione, gli affetti e le fedeltà, i dubbi e le certezze, il coraggio e le paure, le offese e la generosità, la coscienza personale e le relazioni sociali, il rapporto con le cose e il rapporto con Dio, l’ascolto delle voci e l’ascolto della Parola. Tutto ciò, naturalmente, si compie alla scuola del Vangelo: in questo sta la maturità umana e cristiana, nella sequela e nell’imitazione di Colui che ci ha amato e ha dato se stesso per noi (Cfr. Gal 2, 20).

La trasmissione del Vangelo implica una comprensione etico-religiosa del processo educativo, cioè la promozione della coscienza morale in rapporto al vero e al bene. Il compito di annuncio della Chiesa rimanda al momento educativo della coscienza morale, ma anche si preoccupa di portarlo a compimento, trascendendolo e mostrando come il riferimento al Vangelo è il fondamento ultimo di ogni scelta etica. L'annuncio del Vangelo, che appartiene alla missione essenziale della Chiesa, comporta diverse modalità: tra queste ha un posto essenziale l'educazione giovanile attraverso le diverse possibilità che tradizionalmente hanno connotato la rivendicazione del compito pedagogico della Chiesa: attività ludico-sportiva, scuola, promozione culturale, iniziative di socializzazione. Ma questi interventi della Chiesa sono un momento del più ampio compito di evangelizzazione della comunità cristiana.

Tre sono i livelli su cui può giocare l’intervento educativo dentro all’oratorio:

·        Il livello etico-religioso, dove avviene la disposizione libera del soggetto di fronte alle istanze supreme della vita, dove esso si determina come risposta al bene, cioè come vocazione. L’oratorio ha valenze educative, non tanto perché parla esplicitamente di Dio, della Chiesa e della vocazione ma perché, introducendo ad una visione simbolica (etica e religiosa), apre obiettivamente lo spazio a questo livello. Non sempre il singolo animatore-educatore svolgerà esplicitamente o sottolineerà direttamente questo aspetto. La trasmissione del sapere non è solo trasmissione di cose da conoscere, ma è abilitazione ad una capacità a comunicare e a comunicarsi e quindi a scegliere e a donarsi. Per questo l’educatore partecipa all'affascinante avventura con cui ciascuno risponde di sì al carattere buono e promettente della vita. Molti chiamano ciò “scelta di vita”, il codice religioso la chiama vocazione, in ogni caso significa identità personale e sociale della persona, il bene più grande che possiamo trasmettere;

·        livello psicologico: riguarda la prima modalità della coscienza del "sentirsi" del soggetto, la modalità propriamente affettiva. E' abbastanza chiaro come questo livello influisca su quello che chiamiamo l'interesse e, conseguentemente, la volontà nell'apprendimento. Qui bisogna evitare gli estremi: quello di chi si lascia irretire nella relazione immediata e affettivamente calda, senza uscire dal circolo vizioso che essa tende a creare, quando non viene purificata, elaborata, fatta crescere e maturare; e quello di chi la censura, pensando così di sottoporre il ragazzo ad una specie di intervento-shock, per fargli comprendere subito fin dall'inizio che la bontà della proposta, anche quella scolastica, non dipende dalla intensità del canale di comunicazione. La relazione matura consiste in un andirivieni tra il punto di partenza del soggetto e la proposta obiettiva offerta; il suo criterio più certo è quello di far convergere su un disegno-progetto indicato;

·        livello culturale: è quello che introduce al sistema delle rappresentazioni oggettive con cui il soggetto articola la sua posizione nel mondo, nel gruppo e nella società civile e si abilità ad una crescente capacità di esprimersi consapevolmente e liberamente con quella strumentazione. La difficoltà di questo livello dell'intervento educativo, consiste nel superare un'interpretazione esclusivamente materiale della trasmissione del sapere. Il sapere in ogni sua forma è un linguaggio che serve per comunicare e per decidersi per un progetto comune, nel quale ciascuno alla fine decide di sé. Il sapere non ha a che fare solo con la scienza, ma anche con la coscienza di sé: questo non è qualcosa che fa il sapere meno scientifico, ma lo colloca dentro un'esperienza sapienziale della conoscenza. L'uomo colto non è quello che sa di più, ma è quello che ha imparato molti linguaggi per comprendere la vita e per dirsi di fronte al mistero dell'esistenza.

La funzione educativa si ispira ad alcuni elementi:

·        La ricchezza della proposta in ogni campo, la chiarezza, l'essenzialità, sono un modo con cui l’educatore abilita l'educando ad una maggiore libertà; la diversità dei metodi e degli strumenti praticati può essere un aiuto a far trovare a ciascuno non solo l'interesse e la passione per il percorso pensato per la sua formazione, ma anche il metodo di apprendimento più mirato sulla sua persona;

·        l'onestà intellettuale di fornire non solo le differenti visioni della vita, ma di aiutare a comprenderle, di accompagnare gradualmente ad un giudizio personale, senza scorciatoie rispetto alla ricchezza degli elementi in gioco, senza precipitose anticipazioni, introducendo alla fatica necessaria per raggiungere un giudizio maturo e pacato, sono forme con cui l'educatore tempra l'esercizio di una libertà matura e consapevole;

·     la pazienza pedagogica quale forma per distribuire i tempi e i momenti della maturazione, per riguardare i ragazzi nelle loro fatiche personali, per aiutarli ad elaborare persino il loro fallimento, senza per questo ricorrere a comode pigrizie o perdere il senso della meta e del progetto;

·        la pluralità delle figure: in ogni processo educativo la pluralità dei modelli e dei punti di riferimento non è solo importante come momento di identificazione, ma diventa fruttuosa quando le diverse figure convergono su un progetto comune, mettono in luce diversi aspetti della maturazione della persona e della coscienza, allargano le prospettive e forniscono maggiori elementi di giudizio. A questo proposito non è concessa alcuna forma di gelosia educativa o di sequestro personale: si pagherebbe assai caro in termini educativi.

ORATORIO COMUNITA’ EDUCATIVA

1.      NATURA E IDENTITA’

L’oratorio nasce dalla Comunità Parrocchiale come strumento e metodo per la formazione umana e cristiana delle giovani generazioni. In quanto radicato nella comunità, è uno dei modi in cui la Parrocchia esprime la propria sollecitudine nei confronti degli individui e dei gruppi in fase formativa. L’Oratorio si pone accanto al soggetto educante primario, la famiglia. Con essa costruisce un rapporto di dialogo e di fiducia, a volte di sostegno e di aiuto. La famiglia, a sua volta, trova nell’oratorio un fedele alleato nel gravoso impegno di crescere ed educare i propri figli. La comunità parrocchiale esprime una forte predilezione verso i bambini, i ragazzi, gli adolescenti: l’oratorio e la Pastorale Giovanile ne sono la manifestazione che coinvolge anche i giovani, le coppie appena formate, le famiglie da poco costituite e, soprattutto, gli ultimi, i poveri. Nella convinzione che tutto può partecipare al bene della crescita e della vita futura, l’attenzione educativa verso i ragazzi è orientata alla globalità della persona, nello stile e nel metodo dell’animazione. L’oratorio deve condurre alla comunità parrocchiale. Non si tratta di realizzare un’isola autonoma nella parrocchia, ma di aiutare i più giovani ad entrare nella vita parrocchiale ordinaria. Ogni attività dell’oratorio va considerata in questa prospettiva. Ad esempio: la S. Messa domenicale dei ragazzi deve educare ad un linguaggio ed a uno stile celebrativo ordinario, deve accompagnare i giovani a vivere bene l’Eucaristia dovunque. L’incontro con le famiglie ed i genitori serve ad avvicinarli alla vita ed alle attività della parrocchia; l’impegno a servizio dei più piccoli in oratorio deve poi diventare servizio nei confronti degli altri in parrocchia, mediante l’inserimento nei vari gruppi parrocchiali.

L’oratorio attua il proprio progetto educativo attraverso le persone che in questa istituzione profondono il loro impegno: sacerdote, assistente, animatori, allenatori, educatori, catechisti, genitori.

L’obiettivo di crescita globale dei ragazzi viene perseguito dall’oratorio mediante un’esperienza di vita coerente e che armonizza diversi elementi: la preghiera, il gioco, la catechesi, le esperienze caritative, l’oratorio estivo… L’oratorio può essere visto come una palestra di vita cristiana fondata sulla testimonianza umana e di fede: una missione aperta nel continente giovanile. Deve essere un ambiente di riferimento e di irradiazione di gioia e di valori. Non si propone solo di intrattenere o di divertire coloro che vi accedono, ma cerca la loro salvezza, cioè la realizzazione della vocazione di uomini e di cristiani.

 

2.      FINALITA’

Le molteplici attività in oratorio hanno lo scopo di educare il giovane secondo l’antropologia del Vangelo, avendo come modello esemplare la figura di Gesù Cristo, uomo nuovo, perché è nel mistero di Cristo che trova vera luce il mistero dell'uomo. Le iniziative intendono arricchire l’umanità di ognuno, liberare dai condizionamenti deleteri, favorire il sorgere della domanda sul senso della vita, proporre la Buona Novella con l'annuncio esplicito e la testimonianza della comunità dei cristiani. Tutto questo, però, deve ritenersi in qualche modo propedeutico, in quanto si ferma alle soglie di due libertà: la libertà dello Spirito che, solo, configura il cristiano a Gesù Cristo e la libertà dell'adesione personale di ognuno alla presenza interpellante del Signore. Questo cammino educativo non è anonimo ma avviene all'interno di una comunità cristiana (quella parrocchiale) che già esprime nella sua vita (liturgia e carità) quanto annuncia, svelando al mondo con fedeltà, anche se non perfettamente, il mistero di Dio. L'azione educativa in oratorio ha dunque come finalità primaria quella di rendere consapevole il soggetto del suo posto nella storia per la costruzione del Regno. E' questo uno dei servizi più delicati e preziosi da prestarsi ai ragazzi piccoli e grandi.

 Se “stare insieme” significa educare ed educarsi alla vita fraterna e di gruppo, all’amicizia sincera, ai rapporti onesti, agli “scontri” costruttivi, allora tutti gli elementi devono concorrere alla disposizione a vivere in modo sano nella società, per essere “sale della terra e luce del mondo”. Una sorta di rodaggio, insomma, che amplia e completa quello familiare.

Accoglienza e stare insieme sono finalizzati alla formazione di uomini cristiani: Gesù è il riferimento per imparare a “vivere e ad amare come Lui”. Questo è ciò che ci caratterizza come cristiani. La nostra fede dovrà trasparire dalle nostre relazioni e dal nostro modo di agire; essere riconosciuta nel mondo come testimonianza di due aspetti inscindibili: l’amore gratuito di Dio per noi che fonda il nostro amore per Dio e l’amore per il prossimo che nasce dall’amore per Dio.

In oratorio, dunque, si sta insieme per:

·        formazione umana e spirituale: incontri formativi, catechesi, proposte culturali, confronti, vita di gruppo.

·        Aggregazione e proposte per il tempo libero: animazione del tempo libero, sport, conferenze, uscite, feste, proposte estive.

·        Iniziazione cristiana: preparazione ai sacramenti, catechesi settimanale, incontri di preghiera, ritiri, pellegrinaggi.

·        Corresponsabilità nella gestione, conduzione ed animazione delle varie attività oratoriane.

Lo stile dello stare insieme in oratorio, dunque, è improntato alla CORRESPONSABILITÀ sia verso l’educazione sia verso la gestione delle strutture. Perciò anche i più piccoli devono essere educati a tale obiettivo attraverso la cura per gli altri e per le cose: chi ha responsabilità educative deve vivere questo stile e deve testimoniarlo nella propria vita. La regia delle responsabilità è affidata al Direttore e assistente dell’oratorio il quale coordina, suscita, stimola e distribuisce i diversi ruoli ed incarichi; l’assistente, tuttavia, non può assumere direttamente ogni ruolo senza venire meno ai principi ricordati e senza trascurare la sua vocazione nella comunità cristiana. La corresponsabilità deve quindi essere un obiettivo prioritario. Ciò distingue chi “vive” l’oratorio da chi semplicemente ne usa le strutture e fruisce delle iniziative che in esso prendono vita.

L'ambito di formazione oratoriana è, infatti, la persona umana in tutti i suoi valori:

• valori umani: educazione, famiglia, servizio, affabilità, rispetto, accoglienza, onestà, perdono, pace, tolleranza…

•valori cristiani: conoscenza di Gesù, amore alla Chiesa, preghiera, vita sacramentale, integrazione nella vita diocesana.

Il progetto educativo intende lavorare su tutti questi aspetti, mettendo in cima alla scala dei valori quelli cristiani. I valori umani ricevono la loro perfezione dall'annuncio di Gesù, reso oggi vivo dall'annuncio della Chiesa, e vengono pertanto trasmessi facendo riferimento primario al Vangelo.

Le attività pratiche proposte (gioco, manualità, musica, danza, film, ecc.) offrono divertimento, e devono esserci, ma opportunamente integrate all'interno del progetto educativo.


 

OBIETTIVI

Gli interventi, le attività, le proposte per il nostro oratorio sono molteplici e perché questo non si traduca in un attivismo caotico, frammentario e spontaneistico, è necessaria un’attenta programmazione e verifica. La riconduzione delle attività ad alcuni obiettivi offre dei criteri di scelta e valutazione delle priorità, evidenzia le eventuali lacune, aiuta a correggere errori di prospettiva e ad orientare meglio le energie.

In altre parole, una programmazione secondo gli obiettivi impegna l'equipe educativa in un’analisi approfondita della situazione di partenza, in un confronto dialettico con il contesto culturale e sociale, coi valori e i comportamenti dominanti e in una consapevole e rinnovata scoperta ed espressione del significato e delle modalità, della propria appartenenza alla Chiesa. Le proposte 'atorio intendono promuovere la persona, secondo le sue dimensioni fondamentali: la sfera della cognitività, la sfera della interiorità/affettività, la sfera dei comportamenti. Quindi tutte le attività, singolarmente e nel loro insieme, intendono far maturare la persona nella acquisizione di conoscenze, nell'interiorizzazione di atteggiamenti e nella produzione di comportamenti, stabiliti in base all'età e alla maturità della persona, alle tappe dell'iniziazione già percorse, al cammino indicato dal progetto catechistico. Una sintesi di questi aspetti è opera peculiare di mediazione di tutti quelli che educano. Gli obiettivi vanno ulteriormente rapportati, in sede operativa, ad ogni singola persona, con un'attenzione particolare alla sua situazione e alle sue esigenze e possibilità.



METODO

A livello di metodo educativo, in oratorio si vuole utilizzare il metodo preventivo di don Bosco: gli educatori fanno conoscere le prescrizioni e i regolamenti in oratorio prima che possano essere contravvenuti, e poi sorveglia che vengano rispettati, in maniera da evitare il più possibile che commettano mancanze; stanno con i ragazzi, giocano, fanno attività con loro, ne condividono la vita e gli interessi, in maniera da farseli amici; trattano i ragazzi con fare amorevole, servendo loro da guida, consigliando e correggendo con amore; infliggono gli eventuali castighi necessari dopo una pacata riflessione. Tale metodo preventivo è l'opposto del metodo repressivo, che punta sul castigare le mancanze di chi sbaglia. La centralità della persona umana insomma si traduce in uno stile che privilegia il rapporto personale come via educativa.

La strada che l’oratorio persegue non è primariamente quella delle proposte standardizzate ed anonime, bensì quella della promozione di gruppi i cui membri, guidati e sostenuti da uno o più animatori, vivano insieme un cammino che li abiliti, poi, ad essere protagonisti nella Chiesa per il mondo.

'atorio, per essere proposta di esperienza comunitaria concreta, è strutturalmente articolato e prevede una pluralità di presenze educative: sacerdoti e laici, adulti e giovani, uomini e donne.

Questa pluralità è fonte di ricchezza, testimonianza della varietà delle membra nell'unità del corpo, esemplificazione del carattere universale del popolo di Dio e, insieme, della sua ministerialità; la collaborazione fra le varie componenti, il loro reciproco integrarsi e valorizzarsi sono fonte di fecondità educativa.

Molteplici sono anche le proposte: 'atorio non è solo il luogo della catechesi, anche se questo è un impegno primario ed essenziale, assolutamente irrinunciabile, e dell’iniziazione alla vita liturgica e spirituale, ma la sua funzione educativa prevede a pieno titolo anche attività ludiche, artistiche, ricreative, sportive in genere, dirette alla animazione del tempo libero. La molteplicità delle proposte e degli interventi si manifesta anche nella varietà delle associazioni di gruppi giovanili sia per il servizio stesso che prestano a livello parrocchiale, sia per il loro essere concreta espressione, secondo un carisma specifico, della vita cristiana.

 

AMBITI FORMATIVI

L'oratorio cura la formazione dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani mediante vari ambiti e iniziative miranti all'esplicito annuncio della fede, all'educazione dei rapporti con Dio e alla formazione delle coscienze. Queste attività sono: la catechesi, la liturgia e i Sacramenti, le proposte di preghiera, l'ambito caritativo e missionario e quello culturale, socio-politico, attività ludiche, ricreative e sportive.

 

LA CATECHESI

 

1 - NATURA DELLA CATECHESI E SUA FINALITÀ GENERALE

La catechesi è educazione alla vita di fede; questa non è, prima di tutto, un insieme di verità da credere ma, soprattutto, è scoperta, incontro e rapporto vivo che lo Spirito Santo ci fa realizzare con Gesù Cristo, dono del Padre. (cfr. RdC 56-68).

Perciò la catechesi non consiste solo nell'insegnare e nell'apprendere delle nozioni riguardanti la dottrina cristiana; non è la pura e semplice comunicazione di verità. Essa è cammino comunitario di fede che conduce alla scoperta e all’accettazione, nella vita, di questa Persona, con cui condividere il cammino della propria esistenza personale e comunitaria. Essa mira alla formazione di personalità cristiane, consapevoli ed autonome: è percorso di iniziazione alla vita cristiana.

2- OBIETTIVI DELLA CATECHESI

La catechesi, con le altre attività formative ad essa connesse, raggiunge la sua finalità generale mediante il perseguimento di questi essenziali e fondamentali obiettivi:

a - sviluppo costante di una mentalità di fede: "Educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come Lui, a scegliere e ad amare come Lui, a sperare come insegna Lui, a vivere con Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo" (RdC 38).

b - formare atteggiamenti conseguenti, conformi al Vangelo, in modo tale che il cristiano sia segno sacramentale di Cristo nel mondo; la catechesi, in quanto incontro con la Parola di Dio, fa sorgere un impegno di costante conversione per una vita nuova in Cristo risorto (cfr RdC 52-53).

c - introdurre gradualmente alla conoscenza della Storia della Salvezza e dei contenuti principali della fede cristiana (Dio - Trinità, Gesù Cristo, la Chiesa, i Sacramenti) e delle esigenze morali derivanti dalla vita nuova in Cristo. Tutto questo viene presentato non come astratta dottrina ma come insieme di realtà che gettano continua luce sulla storia e sulla vita di ciascuno e la interpellano continuamente (cfr. RdC 39-41).

 

Date queste premesse generali, il Consiglio di oratorio propone per l’anno 2015-2016 un progetto educativo dal titolo “Comunicare per capirsi, capirsi per comunicare”, con cui intende declinare le indicazioni degli orientamenti pastorali ANSPI che vertono sul tema: “Oratori e Circoli tra Generazioni e Comunicazione. Un linguaggio per tutti". Ponendo l’attenzione sulla comunicazione, tale tema ci ha invitati a riflettere su due aspetti del processo educativo: quello culturale e quello religioso. Abbiamo cercato di programmare e proporre attività nei diversi ambiti e settori tenendo presenti entrambi questi aspetti e cercando di coniugarli senza alterarne la specificità.

 

3- ATTIVITA’ DI CATECHESI

a)      GRUPPO PRE-ADO (SECONDA MEDIA-POST CRESIMA)

Progetto esecutivo per il nuovo anno pastorale in fase di stesura... a breve la pubblicazione!

 


L’educatore è
un individuo consacrato

 al bene dei suoi giovani allievi,
perciò deve essere pronto
ad affrontare ogni disturbo,

ogni fatica per
conseguire il suo fine,

che è la civile,
morale, scientifica
educazione de’ suoi allievi.

Don Bosco